Watamu non è solo un paradiso per turisti e per chi si innamora dell’Africa e poi ritorna, ma anche un “terreno di esplorazione” per tanti giovani provenienti da tutto il mondo.
Specialmente è il suo ecosistema ad interessare le scuole e i gruppi universitari dell’Europa e dell’America. Negli ultimi mesi scuole dal Belgio, dagli Stati Uniti e dall’Austria si sono aggiunte a scolaresche keniane e africane e ad atenei britannici nella scoperta delle meraviglie della natura che la zona di Watamu può vantare, così diverse tra loro ma così vicine.
Si va infatti dalla particolarità delle mangrovie nella zona del Mida Creek, con la flora e la fauna che solo in questo microclima si trova (dalla conservancy dei granchi alle varietà di piante e insetti utili all’ambiente) alle tartarughe marine nel parco marino di Watamu, che vengono studiate, protette e curate dalle associazioni locali. Senza contare che il mare di Watamu ultimamente è molto frequentato dai delfini.
Gettonate anche la Foresta di Arabuko Sokoke, con le sue specie rare di piante e di rettili, così come di altri animali ormai introvabili, come il toporagno elefante, e quella di Gede.
Molte sono le Cooperazioni Internazionali che hanno aperto progetti per studenti e stagisti con base Watamu, recentemente Irlanda e Belgio hanno siglato accordi con l’Università Pwani di Kilifi, e anche alcuni college americani inviano studenti per aggiornamenti nel campo dell’ecologia e della sostenibilità ambientale. A Watamu è presente anche l’associazione ambientalista internazionale “A Rocha”, che oltre ad un centro studi ha anche una serie di cottage molto ambiti dagli studenti di tutto il mondo.

Solo Kenya

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