Continuiamo a dirlo: vita durissima da un po’ di tempo a questa parte per i latitanti italiani in Kenya: la collaborazione tra le due polizie, tra le magistrature e tra i Ministeri degli Esteri sta portando ad un lavoro di ricerca e cattura di tutti gli elementi che da anni si sentivano al sicuro nel Paese africano.
Oggi è il caso addirittura di un pluriomicida già condannato all’ergastolo per un delitto commesso quattro anni fa e da allora scomparso.
In molti però sapevano che si trovava in Kenya, così da quando carabinieri italiani e forze dell’ordine keniota hanno iniziato a scambiarsi informazioni e passare all’azione unitariamente, la morsa su Carlo Gentile, romano di 51 anni, si è fatta sempre più stretta e ieri è stato catturato a Nairobi.
L’arresto è avvenuto grazie all’intervento in territorio keniano dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale Polizia Criminale.
Gentile era ricercato dal 2015, in quanto ritenuto responsabile degli omicidi di Federico Di Meo, assassinato a Velletri il 24 settembre del 2013 e di Sesto Corvini, assassinato a Roma il 9 ottobre del 2013. In particolare, per l’omicidio di Federico Di Meo, lo scorso 12 luglio, Carlo Gentile è stato condannato all’ergastolo dalla Corte di Assise di Frosinone.
Nel corso degli ultimi due anni, Gentile era stato visto anche a Malindi, dove si dice avesse alcuni amici.

Solo Kenya

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