Lo spettacolo della Grande Migrazione in Kenya vince alla grande sui timori di elezioni violente.
Almeno questo dicono le cifre che per agosto parlano di lodge pieni, agenzie di safari in fermento e grande afflusso previsto di turisti, provenienti da tutto il mondo per godersi il periodo più coinvolgente dell’anno della savana equatoriale.
Sono gli stessi operatori turistici ad aver espresso il loro ottimismo, guardando le prenotazioni pregresse e le pochissime cancellazioni in vista della tornata elettorale dell’otto agosto.
Come dichiarato al quotidiano nazionale “The Standard” dal responsabile comunicazione del Kenya Tourist Board Wausi Walya, le strutture del Maasai Mara sono quasi in overbooking per agosto e stanno viaggiando bene anche nel mese di luglio.
Questo ovviamente si deve alle migliaia di gnu e zebre che cercano di attraversare il fiume Mara in cerca di erba negli altipiani della Tanzania, con il rischio di finire tra le fauci di voraci coccodrilli.
Mahmud Janmohamed, amministratore delegato della TPS, tra le più importanti agenzie di safari dell’Est Africa e proprietario di un esclusivo lodge con vista sul percorso migratorio, ha dichiarato che le prenotazioni per questo mese sono state sulla falsariga dell’anno scorso e solo leggermente meno in agosto.
“Non abbiamo ancora avuto nessuna cancellazione – ha dichiarato allo Standard – e confidiamo che il clima di nervosismo elettorale che si respira resti confinato negli ambienti politici e al limite giudiziari, e non si riversi nelle strade”.
Sulla questione è intervenuto anche Mohammed Hersi, presidente della Kenya Tourist Federation, che raggruppa hotelier, agenzie e operatori turistici del Paese, e anche autore di articoli apparsi anche sul nostro portale.
“Finora la campagna elettorale si è svolta in modo rispettoso e civile – ha dichiarato Hersi – in genere gli hotel quest’anno stanno lavorando il 20-25 per cento in più dell’anno scorso. L’importante è che i media non esagerino con titoli troppo allarmistici, i turisti non sono eccessivamente preoccupati delle elezioni”.

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