Due o tre giorni senza Facebook, Twitter e gli altri social media in Kenya.
Questa la soluzione che il Governo, attraverso l’Authority delle Comunicazioni, potrebbe prendere dall’otto di agosto fino al giorno dei risultati, presumibilmente il 10, per prevenire disinformazione, bufale ed altre manipolazioni che potrebbero creare tensioni nel Paese.
L’idea è partita dal responsabile della Commissione Nazionale di Coesione e Integrazione Francis Ole Kaparo, che ha annunciato che la Commissione sta già lavorando a questa possibilità insieme all’Authority.
Contemporaneamente il Governo sta pensando di proibire alle società specializzate di effettuare i sondaggi fuori dalle sezioni elettorali, i cosiddetti “exit polls” e di non permettere ai quotidiani, ai canali televisivi e ai siti internet di pubblicare proiezioni di voto nei giorni delle votazioni e degli scrutini.
Il presidente dell’Authority, Francis Wangusi, ha già avvertito i media che sarà vietato pubblicare risultati diversi da quelli ufficiali e prima che la commissione elettorale (IEBC) si sia pronunciata.
Sarò difficile evitare la propagazione dei risultati parziali, nell’era della comunicazione facile e sfrenata.
Tuttavia Wangusi ha smentito le voci che vorrebbero il Governo keniota “staccare” internet su tutto il territorio nazionale.
“Non so se arriveremo a schermare i social media, ma sicuramente saremo molto vigili e inflessibili su ogni abuso e tentativo di destabilizzazione” ha detto.

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